slide

nuove pompe jebao rw-8 e rw-15 la riproduzione dei pesci pagliaccio come rendere i coralli più colorati guida al metodo balling rabbocco automatico dell'acqua evaporata Pacific sun hyperionr2x150w
Visualizzazione post con etichetta Acqua Dolce. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Acqua Dolce. Mostra tutti i post

Guida pratica alla reidratazione rapida dei cibi liofilizzati by Thomas Squinzani

Ciao a tutti, forse a qualcuno sembrerà un'ovvietà, ma a suo tempo a me tornò molto utile scoprire questo sistema.

Tutto quello che vi serve, è un bel siringone "da cavallo" da 50 o 100 ml (lo trovate facilmente in farmacia o nei negozi specializzati in forniture ospedaliere) e del mangime liofilizzato, in questo caso userò dell'artemia salina


Ricordo, che questo metodo, è molto comodo se ci interessa arricchire il cibo con eventuali curativi o integratori.

Con questo sistema infatti, si ha la certezza che il medicamento venga in effetti assorbito dal cibo e non lo sporchi semplicemente all'esterno con la conseguente perdita non appena somministrato in vasca 

Vediamo come procedere

Estraete totalmente lo stantuffo dalla siringa ed inserite il cibo liofilizzato al suo interno


Trucchi e consigli sullla gestione delle piante d'acqua dolce in acquario



Eccovi un video preso dalla rete, dove viene mostrato come trattare e piantare le piante d'acquario nel modo corretto

Buona visione



Le Caridine "Gamberetti decorativi e non solo" di Nino Sommaripa

Non è un caso il fatto che stia scrivendo di acqua dolce e di uno dei suoi abitanti più apprezzati negli ultimi tempi dagli hobbysti di tutto il mondo. La storia comincia dai primi anni ‘90. Già da qualche anno allevavo pesci di acqua dolce allo scopo di farli riprodurre e avere informazioni utili per gli acquariofili di quei tempi; venni a conoscenza delle vasche del Sig. Takashi Amano, splendidi scenari naturali il cui scopo era ricreare ambienti esterni pieni di vita e soprattutto piante. Erano gli acquari Zen che cominciavano a prendere piede anche qui in Italia. Era il 1994 a Napoli. La mia passione per il Giappone ed in genere per la cultura orientale, in particolare quella di Cina e Corea, mi fece accostare a questo mondo meraviglioso con le sue affascinanti visioni fino ad allora ammirate semplicemente su fotografie ed in un prezioso libro gentilmente regalatomi da un acquariofilo barese. Cominciai quindi ad allestire le mie prime vasche Zen giapponese: ricche di piante, fitti prati lussureggianti di vari muschi acquatici, fino ad allora utilizzati con l’unico scopo di fornire riparo per gli avannotti, il tutto racchiuso in un disegno chiamato Layout. Ma con le piante vennero fuori come sempre i problemi algali e Amano San diede i suoi consigli sul come risolverli, tra i vari metodi naturali citò per la prima volta per noi occidentali il nome di un gamberetto che amava consumare le alghe infestanti dei nostri acquari: la Caridina japonica.


vasca allevamento
caridina japonica