
Il papà mentre cura la prole
Un po’ di storia
Acquariofilo incallito da molti anni, non mi sono mai limitato alla sola osservazione degli ospiti presenti nelle mie vasche ma ho sempre cercato di cimentarmi in nuove e continue sfide sin dai primi approcci con questo fantastico hobby.
Una di queste sfide è stata la riproduzione di pesci d’ acqua dolce e salata, ovipari e ovovivipari, d’acqua fredda e calda, cogliendo sempre l’occasione quando mi si è presentata. Spesso riuscendo nel mio intento riproducendo gambusie, pesci rossi, guppy, discus, scalari, platy, ramirezi, ecc……..fino all’ultima sfida con i pesci pagliaccio(ocellaris).
Essendo la prima volta che tentavo la riproduzione di pesci marini ,molto più difficili da alimentare nella fase iniziale rispetto a quelli di acqua dolce, quest’ultima forse è stata quella che mi ha coinvolto maggiormente nonostante il mio limitato tempo libero e pochissimo spazio a disposizione.
La sfida inizia circa un anno e 1/2 fa durante il mese di agosto quando, ormai stufo di vedere la mia coppia di ocellaris deporre regolarmente ogni 20gg ,e gli avannotti finire inesorabilmente vittima sia degli altri abitanti che delle attrezzature del “mio reef casalingo”, decisi di lanciarmi nell’impresa.
Tengo a precisare che quanto riporterò di seguito è solo frutto di una mia esperienza e certo non è il metodo migliore per allevare dei pesci marini ma può dare delle indicazioni su come cimentarsi a livello hobbistico in un tentativo di riproduzione con modesti mezzi a disposizione ………….. e togliersi uno “sfizio”.






