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Esperienze di riproduzione: Pterapogon kauderni By Giuseppe Vollono

Pterapogon kauderni, scoperto e descritto da F. P. Koumans nel 1933, è un piccolo pesce tropicale dai colori dorati e con striature argentee e nere, che è ritornato in molti acquari, e quindi ad una conoscenza comune, nel 1997. Prima di passare alla mia esperienza nel riprodurre questo simpatico e grazioso pesce, voglio proporre un’analisi della grande famiglia degli Apogonidi cui appartiene Pterapogon kauderni.

Pterapogon Kauderni

Gli Apogonidi sono un gruppo di duecentosette specie di pesci marini suddivise in ventidue generi diffusi in tutti e tre gli oceani e nei mari tropicali e subtropicali. La forma tipica del corpo è tozza e corta oppure magra e allungata (secondo la specie): circa sette-dieci cm di lunghezza (venti cm in alcune specie). Piccoli pesci, dunque, ma con grandi occhi e una bocca che occupa i 3/4 della testa. Inoltre: due pinne dorsali (la prima con raggi più robusti), peduncolo caudale stretto, coda biforcuta. Sono predatori notturni e per questo durante il giorno preferiscono nascondersi tra le rocce o i coralli. Come possiamo leggere nella scheda il Pterapogon kauderni, comunemente chiamato “pesce cardinale”, all’inizio non è facile da gestire né pensare ad una sua riproduzione in vasca con successo. E invece sono qui a testimoniare che l’impossibile è avvenuto e racconto la mia esperienza che risale ad otto anni addietro e che fu pubblicata dalla rivista di acquariologia "Il mio acquario" (n. 23, agosto 2000).

La riproduzione dei pesci pagliaccio Amphirion ocellaris By Nando D'Amora

Il papà mentre cura la prole

Un po’ di storia Acquariofilo incallito da molti anni, non mi sono mai limitato alla sola osservazione degli ospiti presenti nelle mie vasche ma ho sempre cercato di cimentarmi in nuove e continue sfide sin dai primi approcci con questo fantastico hobby. Una di queste sfide è stata la riproduzione di pesci d’ acqua dolce  e salata, ovipari e ovovivipari, d’acqua fredda e calda, cogliendo sempre l’occasione quando mi si è presentata. Spesso riuscendo nel mio intento riproducendo gambusie, pesci rossi, guppy, discus, scalari, platy, ramirezi, ecc……..fino all’ultima sfida con i pesci pagliaccio(ocellaris). Essendo la prima volta che tentavo la riproduzione di pesci marini ,molto più difficili da alimentare nella fase iniziale rispetto a quelli di acqua dolce, quest’ultima forse è stata quella che mi ha coinvolto maggiormente nonostante il mio limitato tempo libero e pochissimo spazio a disposizione. La sfida inizia circa un anno e 1/2 fa durante il mese di agosto quando, ormai stufo di vedere la  mia coppia di ocellaris deporre regolarmente ogni 20gg ,e gli avannotti finire inesorabilmente vittima sia degli altri abitanti che delle attrezzature del “mio reef casalingo”, decisi  di lanciarmi nell’impresa.

Tengo a precisare che quanto riporterò di seguito è solo frutto di una mia esperienza e  certo non è il metodo migliore per allevare dei pesci marini ma può dare delle indicazioni su come cimentarsi a livello hobbistico in un tentativo di riproduzione con modesti mezzi a disposizione ………….. e togliersi uno “sfizio”.