Pterapogon kauderni, scoperto e descritto da F. P. Koumans nel 1933, è un piccolo pesce tropicale dai colori dorati e con striature argentee e nere, che è ritornato in molti acquari, e quindi ad una conoscenza comune, nel 1997. Prima di passare alla mia esperienza nel riprodurre questo simpatico e grazioso pesce, voglio proporre un’analisi della grande famiglia degli Apogonidi cui appartiene Pterapogon kauderni.
Gli Apogonidi sono un gruppo di duecentosette specie di pesci marini suddivise in ventidue generi diffusi in tutti e tre gli oceani e nei mari tropicali e subtropicali. La forma tipica del corpo è tozza e corta oppure magra e allungata (secondo la specie): circa sette-dieci cm di lunghezza (venti cm in alcune specie). Piccoli pesci, dunque, ma con grandi occhi e una bocca che occupa i 3/4 della testa. Inoltre: due pinne dorsali (la prima con raggi più robusti), peduncolo caudale stretto, coda biforcuta. Sono predatori notturni e per questo durante il giorno preferiscono nascondersi tra le rocce o i coralli. Come possiamo leggere nella scheda il Pterapogon kauderni, comunemente chiamato “pesce cardinale”, all’inizio non è facile da gestire né pensare ad una sua riproduzione in vasca con successo. E invece sono qui a testimoniare che l’impossibile è avvenuto e racconto la mia esperienza che risale ad otto anni addietro e che fu pubblicata dalla rivista di acquariologia "Il mio acquario" (n. 23, agosto 2000).






